

Intervento sul Disagio Adolescenziale
L’intervento sul disagio adolescenziale non si limita all’eliminazione del sintomo (ansia, isolamento, ritiro, ecc.), ma si propone di decodificare il “messaggio” che l’adolescente esprime attraverso il comportamento problematico. Il sintomo viene considerato come una forma di comunicazione che necessita di essere compresa e trasformata.
Aree principali di intervento:
Interventi finalizzati a ricostruire il ponte relazionale con il mondo esterno e a favorire una graduale riattivazione sociale.
Percorsi orientati ad affrontare il conflitto con il corpo e le dinamiche di controllo sottostanti.
Lavoro clinico volto a trasformare il dolore fisico in espressione verbale, promuovendo competenze di riconoscimento e gestione delle emozioni.
Interventi per il rafforzamento dell’autostima e lo sviluppo delle abilità sociali.
Il disagio adolescenziale non nasce nel vuoto, ma si sviluppa all’interno di contesti relazionali.
Per questo motivo l’intervento può includere:
Supporto finalizzato alla revisione di stili comunicativi e relazionali che possono alimentare il conflitto.
Nei casi di abbandono o forte disagio scolastico, è possibile attivare una rete con i docenti per la costruzione di percorsi personalizzati.
Intervento con gli Adulti
L’intervento rivolto all’adulto si configura come un percorso clinico orientato alla consapevolezza, al cambiamento e
alla gestione della sofferenza psicologica. In questa fase della vita, le sfide riguardano spesso l’identità personale, le relazioni affettive,
il lavoro e le transizioni esistenziali.
Ambiti di intervento più frequenti:
Gestione di attacchi di panico, fobie, stati depressivi e condizioni di stress cronico.
Supporto in situazioni di lutto, separazione, cambiamenti lavorativi o durante la cosiddetta “crisi di mezza età”.
Analisi e rielaborazione di schemi affettivi disfunzionali nella coppia, in famiglia o nei contesti sociali.
Percorsi di empowerment finalizzati al miglioramento dell’autostima e dell’efficacia personale.
Le fasi del percorso | Il lavoro clinico si articola generalmente in tre momenti fondamentali:
Definizione del problema, raccolta della storia di vita (anamnesi) e valutazione della motivazione al cambiamento.
Accordo condiviso su obiettivi concreti, frequenza delle sedute e onorario.
Applicazione di tecniche specifiche orientate alla modifica di pensieri e comportamenti che generano sofferenza.

L’Analisi Bioenergetica è una forma di psicoterapia a mediazione corporea che affonda le proprie radici nel lavoro di Alexander Lowen. Il principio cardine di questo approccio è l’unità funzionale tra mente e corpo: ciò che accade nella mente si riflette nel corpo e viceversa.
Secondo il modello bioenergetico, ogni individuo sviluppa nel corso della crescita una “corazza caratteriale”: un insieme di tensioni muscolari croniche che il corpo costruisce sin dall’infanzia per proteggersi da traumi emotivi o bisogni non soddisfatti. Queste tensioni possono limitare la vitalità e la capacità di provare piacere.
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Il terapeuta bioenergetico opera simultaneamente su tre livelli:
Analisi del carattere
Esplorazione verbale della storia personale e dei conflitti psicologici.
Lavoro sul corpo
Esercizi fisici mirati a sciogliere le tensioni muscolari e a favorire il rilascio di emozioni bloccate.
Grounding (radicamento)
Tecnica specifica volta a favorire il contatto consapevole con il suolo attraverso i piedi, promuovendo stabilità emotiva e senso di realtà.

Questo approccio è particolarmente indicato per chi avverte una disconnessione dal proprio corpo, per chi soffre di stress cronico o per chi desidera integrare la comprensione intellettuale delle proprie difficoltà con un’esperienza emotiva e corporea più profonda.
Psicologia dello Sport
La psicologia dello sport è una disciplina scientifica che studia i processi cognitivi, emotivi e comportamentali connessi all’attività fisica. Non si rivolge esclusivamente agli atleti di alto livello, ma a chiunque pratichi movimento, a qualsiasi età.
Ambito finalizzato al miglioramento del rendimento agonistico attraverso:

Tecniche di self-talk, gestione dell’ansia pre-gara e potenziamento della concentrazione.

Definizione di obiettivi realistici, misurabili e motivanti.

Visualizzazione mentale del gesto tecnico per rinforzare l’apprendimento motorio.
Interventi orientati alla crescita equilibrata dei giovani atleti:

Riduzione del rischio di abbandono precoce dell’attività sportiva dovuto a eccessiva pressione o aspettative irrealistiche.

Supporto ai genitori per una gestione sana e costruttiva delle aspettative.

Fornitura di strumenti comunicativi ed educativi efficaci per la gestione del gruppo.
Lo sport come strumento di cura e promozione della salute:

Supporto psicologico durante la riabilitazione per gestire frustrazione, paura del rientro e calo motivazionale.

Interventi mirati al contrasto della sedentarietà e dell’obesità.

Supporto a persone anziane o con patologie croniche (es. diabete) attraverso programmi di attività motoria adattata.
Consulenza a società e federazioni sportive per:

Miglioramento della coesione del gruppo e gestione dei conflitti interni.

Sviluppo delle competenze di guida di capitani, staff tecnico e dirigenziale.
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